Qualcosa si muove

Qualcosa, per fortuna, si sta finalmente muovendo. Ad oltre un mese dalle elezioni e dopo gli innumerevoli ed infruttuosi tentativi di Bersani di una collaborazione istituzionale con il M5S, qualcuno ha capito che questa situazione era diventata insostenibile e non portava a nulla di concreto e a niente di utile.

E così all’interno del PD sempre più numerosi sono coloro che chiedono, a gran voce, di dare risposte certe all’Italia e di smetterla con la testardaggine e col vedere nel rivale politico un mostro da demonizzare sempre e comunque. La nazione ha bisogno di uscire dall’empasse del dopo voto, ha bisogno di rispondere prontamente ad una crisi economica finanziaria sempre più schiacciante che non fa sconti a nessuno e che non guarda in faccia alcuna persona. Serve un governo di unità e di larghe intese che traghetti il paese verso nuove elezioni ma prima è necessario che affronti argomenti importantissimi e non più procrastinabili.

Da un lato servono interventi in campo economico (ed in parte si sta andando verso questa direzione) dall’altro serve mettere mano ad una nuova legge elettorale, fatta bene e con criterio e che possa durare e portare benifici in vista del futuro ritorno alle urne sia che sia a giugno (speriamo di evitatarlo) sia che si verifichi tra due anni (che sarebbe un tempo ragionevole e sufficiente per rispondere prontamente ai problemi che affliggono la penisola italiana).

Finalmente qualcuno nel PD si sta accorgendo che è ora di fare e non di tergiversare e nemmeno di additare sempre il rivale politico come un nemico ma è necessario collaborare per migliorare tutti assieme poichè questo è indice di intelligenza e di capacità di discernimento e di presa di coscienza che il momento storico che ci troviamo a vivere è uno dei peggiori che vi sia mai stato, almeno dagli anni ’30 del secolo scorso.

Ed ecco spuntare i primi punti che possono sin da subito incidere positivamente nell’economia, a questi, ovviamente, ne seguiranno altri. Intanto che si inizia da qualche parte e poi si prosegua lungo la retta via.

Si è così compresa questa necessità e si è anche capito che dal movimento 5 stelle, o sarebbe meglio dire da Grillo, non si potrebbe ottenere null’altro che una serie di NO o di immobilismo assurdo. Mentre le imprese continuano a chiudere, le persone a togliersi la vita, i giovani ad emigrare all’esterno, Grillo usa il solito tono astioso e violento carico di odio represso affermando che se ci sarà l’intesa PD-PDL la “gente prenderà i bastoni”.

Al paese servono fatti non parole, serve azione non inazione, servono proposte non gratuite offese o volgarità continue e soprattutto serve concretezza politica e non proclami privi di riscontro fattuale.

E a poco serve dire che va tutto bene quando anche nel movimento 5 stelle aumentano ogni giorno i dissidenti che capiscono l’urgenza del momento, l’importanza del ruolo politico istituzionale rivestito e comprendono che non è con gite fuori porta che si risolvono le cose ma facendo il bene del paese che è un bene per tutti e non solo per una ristretta compagine politica.

Si tenga presente che alla riunione grillina erano presenti sul centinaio dei deputati parlamentari del m5s, i restanti 65 e oltre non sono andati e tra quelli che erano presenti non v’erano i veri dissidenti e questo è un inequivocabile segno che non è tutto rose e fiori e che qualcuno sta davvero intuendo che all’Italia serve impegno per uscire dalla crisi e non arroganza e supponenza. Serve coesione e armonia e non micacce di occupare le camere o di spargere sangue nelle piazze… la violenza genera solo violenza e non porta a nulla.

Concludo dicendo che il volere le Commissioni Permanenti è una buona cosa ma voler usare sempre la minaccia di un’azione violenta è illogico ed inoltre se la prioritaria proposta del m5s deve riguardare Berlusconi e la sua incandidabilità credo si possa tranquillamente farne a meno dato che vi sono questioni ben più importanti cui dare bado e a cui interessarsi ed inoltre se 10 milioni di persone lo hanno votato, come ha ben detto Franceschini (rivale storico del Cavaliere) bisogna darne atto e non limitarsi solo a fargli la guerra.

 

Daniele

Qualcosa si muoveultima modifica: 2013-04-07T15:53:00+02:00da diarioitaliano
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