Il ritorno di Prodi

Sembra ormai tramontato il nome di Franco Marini che avrebbe potuto tranquillamente essere eletto alla quarta chiama ma il PD, dopo una riunione convulsa per evitare l’emoraggia di uomini pronti a seguire Renzi e le scissioni con il Sel oltrechè quelle interne, ha preferito giocarsi la carta di Romano Prodi.

Si è così buttata via la possibilità di una tanto auspicata e tanto necessaria unità politica per il paese e di una valida collaborazione per uscire dal pantano creatosi dopo le elezioni di Febbraio e per far fronte compatto contro una crisi mondiale che colpisce duramente la nostra Italia.

Si doveva, e nelle intenzioni si voleva, trovare un’intesa condivisa sul nome per portare ad una pacificazione istituzionale tra le due forze politiche che, ricordiamolo, hanno vinto queste travagliate ultime elezioni ma, invece, si è preferito seguire l’egoismo di parte e il proprio interesse particolare anzichè guardare al meglio per la nazione.

C’è chi accusava che il nome di Marini fosse un contentino per Berlusconi, chi si lamentava perchè il PD si alleava con il PDL  o perchè si facevano le volontà del Cavaliere senza capire due questioni fondamentali: il Presidente della Repubblica deve essere una persona condivisa dalla gran parte dell’Italia e deve essere una personalità terza che eviti di fare gli interessi particolari di questa o quell’altra forza di governo. Una figura istituzionale quanto più super partes possibile e non palesemente avversa ed ostile a chi rappresenta l’altra metà degli Italiani che non ha votato a sinistra o forze eversive sinistrorse come il movimento 5 stelle.

E la candidatura di Romano Prodi (che strizza esplicitamente l’occhio al m5s nonostante tutti gli insulti ricevuti negli ultimi 51 giorni) mette in evidenza anche un altro aspetto. Recentemente si sbandiera da più parti la volontà di un cambiamento, di una rinnovazione, di un ringiovanimento della politica e di una ventata di novità e freschezza e quindi cosa si fa per ottenerla? Naturalmente si punta su Romano Prodi che di anni ne ha 73 e che ha iniziato nel 1963 la sua attività politica nel comune di Reggio Emilia tra le file della Democrazia Cristiana… insomma un uomo nuovo, quello che ci voleva.

Non dico che Franco Marini fosse un politico di primo pelo, questo assulutamente no, ma c’è una differenza sostanziale: mentre l’uno sarebbe stato condiviso e avrebbe creato un’armonia in questa totale disarmonia politica italiana, l’altro, invero, crea una netta spaccatura e non garantisce quell’imparzialità che si deve ricercare nel Presidente della Repubblica.

Silvio Berlusconi piaccia o non piaccia è un uomo politico alla guida di una formazione politica di tutto rispetto e che rappresenta la metà degli Italiani che hanno espresso il voto. Si può credere alla sua buona fede oppure lo si può ritenere un imbroglione (queste sono sensazioni personali), ma bisogna oggettivamente ritenere che egli riceve numerosi consensi durante le elezioni e quindi il tentativo di estrometterlo dalla vita politica mediante l’utilizzo ad hoc anche della carica dell’inquilino del Quirinale è qualcosa che andrebbe scongiurato poichè non si andrebbe a colpire solo lui ma tutti quei 10 milioni e più di persone che il Presidente del PDL rappresenta e a cui dà voce nel paese.

Inoltre il PD, e i suoi alleati, hanno già occupato i due posti più rilevanti all’interno del Parlamento ovvero sia la carica di Presidente della Camera sia quella di Presidente del Senato ed ora sarebbe assurdo e antipolitico se volesse allungare le grinfie anche sul Quirinale arrogandosi il diritto di scegliersi un uomo di fiducia quando il PDL aveva comunque deciso di concederlo ad un uomo di sinistra ma ad una figura che poteva e doveva certificare e fare da garante sull’imparzialità e rappresentare così quell’intesa che avrebbe aiutato successivamente a trovare un accordo governativo per traghettare il paese sino a nuove elezioni, passando prima attraverso strutturali riforme interne.

E da ultimo osserverei anche che persino il Movimento 5 Stelle ora gongola di fronte alla possibilità di Romano Prodi, da sempre considerato in modo negativo ma recentemente incensato di mille complimenti (quando fa comodo tutto diventa bello) ma per un movimento che punta al rinnovamento e a fare piazza pulita con slogan come: “Mandiamoli tutti a casa” oppure “Sono solo vecchi superati dalla storia“, “L’Italia sta cambiando: arrendeteviora spunta un nome classe 1939 che fa politica, non solo da 20 anni, ma da ben 50 anni… ma siamo abituati alle contraddizioni di Grillo che dice una cosa ma ne fà un’altra pensandone una ancora diversa.

 

E in tutto questo scenario triste e patetico purtroppo sfuma la vera novità e la cosa che forse sarebbe stata più giusta ed indicata e mi sto riferendo al nome di una donna che rivesta la carica di Presidente della Repubblica.

Purtroppo per le vere novità e non quelle finte, come quelle del movimento 5 stelle, dobbiamo ancora rimandare con buona pace di coerenza e onestà intellettuale di chi si proclama portavoce di una rivoluzione che invece ricalca fin troppo le vecchie rotte ed i vecchi comportamenti delle Prima Repubblica. Difatti Grillo annuncia sempre che lui poteva starsene nella sua villa a godersi la pensione grazie ai soldi che la gente gli ha fatto guadagnare (andando ai suoi spettacoli quando faceva il comico) ma ha sentito il “desiderio” di buttarsi in questa avventura per “ricambiare” e per salvare il paese… peccato che nessuno si butti in politica per solidarietà e volontariato ma perchè intravvede la possibilità di far fruttare il suo patrimonio, altrimenti vi sarebbero enti più indicati come la Caritas per far azioni umanitarie senza scopo di lucro.

 

Daniele

Il ritorno di Prodiultima modifica: 2013-04-19T10:25:00+02:00da diarioitaliano
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