Grillo contro Rodotà

Ieri pomeriggio quasi stentavo a crederci quando ho appreso da qualche tg che Grillo si era scagliato contro Stefano Rodotà. Subito ho realmente pensato che fosse una montatura o un’esagerazione dei giornalisti per attaccare il comico e così mi sono collegato direttamente al blog di Grillo (che seguo fin dai suoi inizi) e ho visto l’articolo incriminato postato alle ore 14:45 e intitolato “I maestrini della penna rossa“.

Incuriosito mi sono messo a leggerlo e oltre alle solite critiche e accuse a Bersani a Renzi o a Veltroni e l’ultima new entry Giuseppe Civati (meglio noto come Pippo Civati, politico del PD, deputato parlamentare dal 25 febbraio 2013, consigliere regionale della Lombardia dal 2005 al 2013 e membro della direzione nazionale del PD dal 2009) sono incappato in qualcosa che mi ha lasciato letteralmente senza parole.

Grillo, osservando a ragione che v’è differenza tra risultati delle politiche e risultati della comunali, successivamente accusa tutti coloro che si permettono di criticarlo ma quel che qui occore rilevare è che se si scaglia con veemenza anche contro Stefano Rodotà dicendo “In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra” (Fonte:http://www.beppegrillo.it/2013/05/i_maestrini_dal.html#commenti). 

Queste pesanti offese sono state la replica di Grillo all’intervista rilasciata da Stefano Rodotà in cui il politico diceva, in sintesi, che Grillo ha perso e non ha vinto a queste elezioni amministrative e che al movimento 5 stelle servirebbe un cambio di passo.

Ma facciamo un passo indietro di poche settimane.

Giovedì 18 aprile 2013 in Parlamento iniziavano le votazione per eleggere il successore di Giorgio Napolitano alla carica di Presidente della Repubblica.


Alcuni giorni prima e precisamente l’11 aprile 2013 sul sito di Grillo si invitavano i frequentatori del blog ad esprimere le proprie preferenze per scegliere il Presidente della Repubblica. Il 12 aprile la votazione venne ripetuta per un attacco hacker che ha bloccato (a detta di Grillo e Casaleggio) le libere e democratiche elezioni on line.

Il 16 aprile venivano presentati i risultato della quirinarie dove figurava prima Milena Gabanelli, al secondo posto Gino Strada e al terzo posto Stefano Rodotà.

Il 17 aprile, dopo le rinunce della Gabanelli e di Strada il movimento 5 stelle punta tutte le sue carte sull’elezione di Rodotà.

Mentre il 18 aprile all’interno del Parlamento si celebra la prima chiama dei deputati all’esterno del Palazzo i sostenitori del m5s scandiscono il nome di RO-DO-TA’.

Il 19 aprile scriveva Grillo sul suo blog: “Troppo colto? Troppo indipendente? Troppo onesto? Troppo popolare? Troppo presidente di tutti? Troppo pericoloso per i processi di Berlusconi? Troppo intransigente verso scandali come MPS? Io vorrei una risposta da Bersani, non lo capisco, non riesco a capacitarmi del fatto che il suo partito non voti Rodotà. Proviene dalla sua area politica. E’ un uomo integerrimo. Se votato da Pd, Sel e M5S dal quarto turno avrebbe la maggioranza necessaria per essere eletto.
Perché no? Bersani questo lo devi spiegare al Paese. Perché no? Se non c’è un motivo allora significa che ci sono dei motivi inconfessabili. Perché no Bersani?” (fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/04/perche_no_a_rod/index.html.

E il 20 aprile, a poche ore dalla riconferma di Napolitano al Colle, Grillo esortava i suoi ad andare a Roma per una pacifica manifestazione di piazza pro Rodotà, dicendo “Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese” (Fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/04/tutti_a_roma_ap/index.html).

Ed infine pubblicava il 21 aprile 2013 il post “Re Giorgio II” in cui asseriva: “Alla fine dopo la rinuncia dei primi due candidati è subentrato il terzo, una delle figure più autorevoli della cultura giuridica nel nostro paese e che pur nella sua indipendenza (è stato un tempo uno degli indipendenti di sinistra) ha sempre appartenuto alla sinistra. Sembrava quasi naturale che un partito sedicente di sinistra potesse convergere su questo nome. Un uomo di quella levatura giuridica sarebbe stato comunque il garante di tutti e avrebbe svolto la sua funzione di super partes, fondamentale per un Presidente della Repubblica. E invece hanno offerto al popolo italiano uno spettacolo indecoroso…” (Fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/04/re_giorgio_ii/index.html).

Ci sono stati, per molti giorni a seguire, continui attestati di fiducia e stima reciproci tra Stefano Rodotà e Grillo fino alla giornata di ieri in cui è accaduto il fattaccio.

Rodotà non ha fatto nè detto alcunchè di male, ha semplicemente aperto gli occhi a Grillo dicendo che sarebbe più saggio ammettere di non aver vinto anzichè raccontare una mezza verità ma il leader del movimento 5 stelle non ci ha più visto.

Chi è davvero sicuro di aver vinto è tranquillo e si lascia scivolare addosso le critiche, parla con fatti e va a vanti per la propria strada. Chi perde, invece, rischia di innervosirsi e di finire col perdere le staffe, cosa che è puntualmente accaduta. E forse è alimentata anche dal fatto che si son formate numerosi correnti scissioniste all’interno del gruppo parlamentare del m5s.

Molti deputati grillini hanno, infatti, preso le distanze dalle esternazioni pubblicate sul blog da parte di Grillo e difendono Stefano Rodotà, altri, forse una trentina, si schierano apertamente contro la leadership di Grillo e Casaleggio e minacciano l’ammutinamento o lo strappo.

Insomma le acque sembrano parecchio agitate e di certo questo non contribuisce a mantenere bassi i toni, i nervi sono scoperti e prima o poi la bomba esploderà all’interno del gruppo grillino. 

 

Daniele

Grillo contro Rodotàultima modifica: 2013-05-31T12:35:23+02:00da diarioitaliano
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