Flop Grillo-PDL-Lega

Torno a scrivere dopo qualche giorno di assenza da questo blog per commentare a freddo quanto è accaduto alle ultimissime elezioni amministrative comunali tenutesi sia in Sicilia che nelle città del ballottaggio.

Tre dati sono emersi con maggior forza e sono: l’astensione sempre maggiore, la vittoria netta del PD e il crollo del PDL e la tremenda batosta del movimento 5 stelle.

Astensionismo: ho già avuto modo di analizzare questo fenomeno sempre maggiore, sempre in aumento frutto del combinato disposto della disaffezione della popolazione alla politica per mancanza di stimoli, di fiducia e per perdita di speranza unitamente alla cattiva educazione civica e al sentor civile che dovrebbe spingere ogni elettore ad andare a votare qualsiasi cosa ma andare a votare specialmente quando si tratta di amministratori locali ovverosia di coloro che avranno il compito di gestire il proprio comune, la propria città o addirittura la circoscrizione.

Purtroppo il diffuso malcontento verso gli uomini appartenenti al mondo della politica, l’assenza di speranza per il futuro e questa strana, becera e condannabile moda di additare sempre i politici per ogni cosa che in Italia non funzioni e il lasciarsi condizionare da questo modo di pensare fatto di luoghi comuni e semplificazioni induce i più a non recarsi alle urne e questo dà il via libera alla vittoria di questo o quell’altro schieramento politico con percentuali ridotte all’osso che non sono indice di una condivisione popolare.

Almeno nelle elezioni comunali si dovrebbe avere la voglia di votare perchè molte volte la persona che si presenta in lista è quella conosciuta (almeno nei piccoli centri urbani è così poichè molte della volte è il proprio vicino o il medico di famiglia che si candida oppure il figlio del dottore o vuoi un avvocato rionale etc etc…). 

Sfortunatamente questo è un cattivo costume che s’è diffuso a macchia d’olio e che attecchisce rapidamente e sempre con più vigore. Si può capire l’assenza di fiducia momentanea, la perdita di stima generale ma è il cittadino il primo che tramite il voto può modificare gli assetti istituzionali e far pendere l’ago della bilancia verso un lato o verso l’altro. Senza considerare che ora il Governo sta agendo e si sta seriamente impegnando in un momento storico, economico e politico davvero difficile e non solo per la nostra Nazione ma per quasi tutto il mondo.

 

PD-PDL (o centrosinistra-centrodestra): il risultato è evidente e sotto gli occhi di tutti. C’è stata una netta prevalenza e una vittoria schiacciante (nei limiti dell’astensionismo e del nr dei votanti) dell’area di centrosinistra e in particolar modo del PD. 16 comuni capoluogo conquistati su 16 a disposizione. Roccaforti della destra cadute come Brescia, Viterbo e Treviso soprattutto cadute il mano del centrosinistra che vince tutti i ballottaggi in Lombardia terra della Lega e di Maroni Presidente. La capitale che decide di voltare pagina dopo l’esperienza di Alemanno e la nettissima affermazione anche in Sicilia dove conquista altri tre capoluoghi e lotta al ballottaggio per il quarto su 4 a disposizione.

Sembra strano se uno si sofferma a pensarci. Ma come è possibile? Il PD è stato un partito che prima del voto del 24-25 febbraio 2013 aveva una maggioranza assoluta e un distacco dal PDL di ben 13% e che dopo lo scrutinio aveva perso tutto il vantaggio accumulato.

Hanno sbandato in modo terribile con Bersani che smarrito dietro Grillo e dietro altre chimere cercava in ogni modo di creare un Governo che non c’è stato. Il Segretario si dimette con tutta la dirigenza in quella famigerata notte in cui gli esponenenti uscivano con le lacrime agli occhi. C’erano voci di scissione, lotte intestine, ci sono almeno 4 correnti principali ed antagoniste all’interno del partito e ciliegina sulla torta il suidicio quando si doveva votare il Presidente della Repubblica dove sono stati bruciati i nomi prestigiosi di Marini e Prodi con i famosi 101 franchi tiratori. Insomma sembrava l’inizio del tracollo e della fine del PD che tutti davano per morto a fronte di un redivivo PDL e di un centro destra galvanizzato dall’inaspettato ed inatteso risultato elettorale.

E allora come si spiega il risultato di queste elezioni ballottaggi compresi? Citerei la frase della Serracchiani, Presidente del Friuli Venezia Giulia, che diceva che il PD vince nonostante il PD. Difatti se a livello nazionale il PD è ancora acciaccato, ha perso i suoi alleati del SEL ora all’opposizione governativa e ha passato tutte le vicissitudini sopra elencate, a livello locale invece è ben radicato. I coordinatori locali operano bene e creato una rete che comunica e dialoga con la popolazione, esiste quindi un filo diretto tra partito sul territorio e popolazione e quindi gli amministratori territoriali sono stati premiati.

 

Dall’altro lato abbiamo un PDL forte sul piano nazionale ma inesistente su quello locale. Bruciante sconfitta generale subita da un partito che ha una forte struttura nazionale e centrale ma che è nullo sul piano locale, dove non esiste radicamento e dove il PDL, nell’atto della sua trasformazione dall’allora Forza Italia, ha sacrificato questo cordone ombellicale che lo legava alla popolazione e che ora sta iniziando a dare i suoi frutti acerbi. Serve necessariamente sia un’inversione di tendenza, un ritorno alle origini e una maggior presenta sul locale oltre ad un cambio dei vertici territoriali incapaci di creare un’amalgama tra partito e popolazione e incapaci anche di organizzarsi e dare la possibilità a chi volesse far parte del movimento politico di poter operare concretamente sin dalla base.

Alta nota dolente per il centrodestra è l’assenza di una destra propriamente detta. Non basta chiamarsi la Destra o Fratelli d’Italia, serve ricostituire quello che prima andava sotto il nome di Alleanza Nazionale. L’area di destra è disintegrata e disgregata in una miriade di partiti e partitini tutti simili ma profondamente diversi tra nostalgici e moderni, tra fanatici e moderati divisi dall’odio e dalle rivalità personali che non li fanno dialogare come bambini che si condendono il medesimo giocattolo senza riuscire a costruire un gioco di gruppo. Ora forse, tramite Veneziani e forse qualche esponente di Fratelli d’Italia si sta pensando di ricompattare il gruppo ma il processo non sarà e non dovrà essere rapido e fatto tanto per fare ma dovrà essere lungo e ragionato e ben strutturato.

 

Movimento 5 stelle: se il PDL e la Lega sono uscite con le ossa rotte da quest’ultima tornata elettorale, il movimento 5 stelle è proprio uscito massacrato e inginocchiato. Una sconfitta tanto più eclatante e rumorosa proprio perchè il movimento 5 stelle in ambito politico aveva raggiunto percentuali molto altre attorno al 25,5% con oltre 8.500.000 di votanti e prima ancora nel 2012 alle aministrative regionali della Sicilia aveva fatto il botto diventando addirittura il primo partito dell’isola con percentuali superiori al 30%.

Il movimento 5 stelle ha perso dappertutto con un calo di consensi vertiginoso che lascia quasi stupiti. In Tutta Italia pare quasi dissolversi anche se è vero che piazza consiglieri qui e là perde però voti in generale. Ma di questo ne abbiamo parlato ed ai ballottaggi la situazione non poteva di certo migliorare dato che conquistano solamente due piccoli comuni come Pomezia e Assemini.

Ma in Sicilia invece è necessario porre l’attenzione poichè qui il dato di riferimento non è quello nazionale ma bensì proprio quello amministrativo regionale e non più con riferimento al 2008 ma al 2012 e quindi meno di un anno fa’. E cosa registriamo? Una debacle incredibile. Ma vediamolo in modo più analitico e approfondito con numeri alla mano.

Il m5s non riesce a superare la soglia di sbarramento del 5% a Catania il gruppo di Grillo è passato dal 16,6% al 3%, a Messina dal 13,8% a meno di 3% e a Siracusa dal 22% si è scesi al 6%.

Se poi il confronto fosse con i dati delle elezioni nazionali il dato è ancora più impietoso: a Catania il M5S aveva registrato alla Camera un 31,86% e un 28,5% al Senato; a Messina  23,2% del Senato e 27,6% della Camere; a Ragusa era complessivamente sul 28%.

In sostanza il m5s perde la presenza di consiglieri all’interno di questi comuni e non è nemmeno all’opposizione in pratica è svanito completamente.

E questo perchè è accaduto? Come ha detto la senatrice Gambaro forse la colpa andrebbe ricercata in Grillo.
Forse è lui che dovrebbe ragionare su quanto fatto in questi tre mesi. Perché sono stati commessi errori molto gravi. Bisogna cambiare radicalmente il modo di porsi. Le idee sono buone e forse siamo ancora in tempo per recuperare. Certo i risultati non sono incoraggianti” e ha aggiunto
Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo“.

Le si può dare torto? Grillo ha avuto consensi perchè ha urlato quello che molti voleva urlare, ha creato speranze e ha ricevuto fiducia tramite consensi sottoforma di voti, 8 milioni di Italiani si sono rivolti a lui nella speranza di cambiare qualcosa. Ma dopo le urla quando l’eco di esse si spegne in lontananza serve fare qualcosa in concreto. Quando si passa dalla piazza agli scranni del Parlamento non serve più chiudersi a riccio ma serve il dialogo costruttivo ed edificante e non le prese di posizioni, le salite sull’Aventino, il muro contro muro perchè non si va a avanti e soprattutto serve che le soluzioni prospettate siano poi concretamente e non illusioni.

In politica il dialogo è il sale della democrazia e accordarsi non significa intrallazzare, significa adoperarsi insieme per fare delle cose in comune perchè nessuna istanza è giusta e assoluta ma tutti portano le richieste ed i desideri della parte di cittadinanza che rappresentano.

E Grillo, invece, che cosa ha fatto? Nulla. Ha sbraitato improperi e frasi d’una brutalità e d’una maleducazione senza pari, ha sbattuto porte in faccia e si è limitato ad insultare o scrivere post farneticanti dileggiando lo Stato italiano e le sua massima istituzione definendo il Parlamento “tomba maleodorante della democrazia” e altre frasi sgarbate. E se qualcuno lo critica o cerca di farlo ravvedere allora apriti cielo che Grillo lancia strali e insulta senza ritegno come accaduto a Rodotà, alla Boldrini che secondo Grillo dovrebbe studiare la costituzione quando invece dovrebbe farlo lui oppure espelle questo o quell’altro senatore come nel caso ultimo citato della Gambaro messa alla gogna mediatica perchè avrebbe detto falsità e avrebbe leso la sua immagine. Anche se non ha fatto altro che dire che i toni sono sopra le righe e dovrebbero essere abbassati, il tempo degli insulti dovrebbe essere archiviato e vilipendere il Parlamento e le più altre cariche dello Stato di certo non è una cosa nobile da continuare a praticare in maniera impune. Difatti se a fermarlo non ci pensano le Istituzioni e le Autorità preposte per poterlo fare ci pensano i cittadini con il voto che l’hanno abbattuto e confinato ad essere un piccolo partito nel mare magnum della politica.

E nel frattempo registriamo i primi abbandoni, i malumori sempre più diffusi nel movimento 5 stelle, voci di scissioni da parte di 30 forse 40 deputati e prese di distanza dalla linea guida più o meno imposta da Grillo.

Insomma in conclusione di questa lunga disquisizione sul voto elettorale comunale 2013 possiamo dire che ha trionfato l’astensionismo e questa è una piaga che va arginata in fretta; il PD ha fatto incetta di comuni dappertutto conquistando tutti i capoluoghi; il PDL e la Lega si leccano le ferite e dovranno presto cambiare pelle al loro modo di operare ed infine il movimento 5 stelle si sta sciogliendo come la neve con il caldo e probabilmente inizierà la naturale frammentazione del gruppo in piccolo sotto gruppi o si verificheranno confluenze verso i principali partiti da cui i membri del m5s, per le varie ideologie presenti, sono naturalmente tesi.


Daniele

Flop Grillo-PDL-Legaultima modifica: 2013-06-14T11:26:00+02:00da diarioitaliano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento