Il caso Gambaro e la frantumazione in corso

Per alcuni problemi di natura tecnica purtroppo sono dovuto rimanere assente dal blog e nel frattempo sono successe davvero molte cose alcune delle quali molto importanti. Ma vorrei ora affrontare il caso del movimento 5 stelle che si sta letteralmente sbriciolando continuando a perdere pezzi da ogni parte…

Dopo le espulsioni avvenute prima delle elezioni del febbraio 2013 dove vennero cacciati a malo modo sia Favia che la Salsi molte altre, più o meno famose, ne son seguite. Dai vari consiglieri comunali e regionali a cui è stato dato il benservito fino ad arrivare alla cacciata del senatore Marino Mastrangeli.

L’emorragia però non si è fermata e anzi sembra non trovare argine o rimedio e difatti il 7 giugno due deputati grillini On. Furnari e On. Labiola sono usciti dal movimento 5 stelle e sono confluiti nel gruppo misto spiegando che: “Ad aggravare il nostro malessere in questi mesi ci sono state alcune decisioni calate dall’alto che di fatto hanno spezzato quel legame di fiducia che ci legava ad un sogno oramai trasformatosi in altro“. Sono pesantissime accuse che hanno subito fatto scattare le pesantissime critiche, le accuse di essere attaccati ai soldi e hanno dato il là ai fanatici della rete per coprirli di insulti e minacce che solo a leggerli fanno rabbrividire.

Il clima nel m5s non si è più tranquillizzato da quella famosa gita fuori porta in cui si discuteva di diarie e di altre questioni puramente economiche interne al movimento e riguardanti in via esclusiva le retribuzioni percepite dai deputati grillini. Dopo quella volta vi sono state, anche di recente, riunioni a porte chiuse infuocate e si vocifera che si siano udite grida e improperi volare da più parti con porte sbattute ed un serpeggiare preoccupante di malumori, disordini interni e poca concordia all’interno del gruppo parlamentare.

Ed eccoci alle elezioni amministrative del primo turno in cui il movimento 5 stelle si presentava in maniera baldanzosa nella corsa alla poltrona in 567 comuni riuscendo, al primo turno a strappare solamente due piccoli comuni come Pomezia ed Assemini e perdendo fino ad oltre il 70% dei consensi nella penisola.

Questo ovviamente ha fatto suonare numerose sirene d’allarme nella base del movimento e tra alcuni esponenti parlamentari cosicchè la sen. Adele Gambaro, come abbiamo già avuto modo di vedere nel precedente mio post, si era espressa con toni privi di trionfalismi ma imbevuti di mestizia giudicando eccessivi e fuori luoghi e talvolta anche violenti gli scritti di Grillo nel suo blog che di certo non hanno favorito il movimento ma anzi hanno contribuito a cagionarne l’immane sconfitta.

Apriti cielo! Dopo quell’intervista a Skytg24 la sen. Gambaro è stata prima ingiuriata da Grillo che ha puntualmente scritto ed affermato che “non vale niente” e poi ha chiesto se il problema fosse lui chiedendo la testa della senatrice e facendo votare sul suo blog per l’esplusione diretta oltre a minacciare che chiunque dei suoi avesse dato appoggio all’incriminata senatrice se ne sarebbe dovuto andare.

Chiaramente i dissensi interni al movimento non si son placati ma semmai son accresciuti, voci di strappi e di scissioni si son rincorse continuamente. Riunioni sopra riunioni alcune della quali in streaming hanno evidenziato ancor di più la totale disomogeneità del movimento e le profondissime divergenze che lo animano (difatti ora persino il nuovo capogruppo al senato Morra è messo in stato di accusa).

E come era logico attendersi da Grillo la parola è passata al popolo del suo blog il quale teoricamente dovrebbe rappresentare gli 8.500.000 di elettori italiani che hanno votato il m5s a febbraio.

Aventi diritti ad esprimere il proprio voto sul blog di Grillo erano ben: 48.292 e di questi, udite udite, hanno votato in 19.790!!! Di questi ben il Il 65,8% (pari a 13.029 voti) ha votato per l’espulsione, il restante 34,2% (pari a 6.761 voti) ha votato per il no. (fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/06/voto_espulsione.html).

Quindi di 8 milioni e mezzo di cittadini ben poco più di 13.000 iscritti al blog di Beppe Grillo hanno deciso per l’espulsione della Gambaro… quando si dice che sono i numeri a contare.

Ma non è finita qui la diaspora grillina. I deputati Pinna e Currò avevano iniziato ad non digerire questi comportamenti dispotici da parte di Grillo il quale se prima aveva minacciato di buttar fuori anche loro poi ci ha ripensato preferendo effettuare una telefonata conciliativa.

Ma purtroppo la miccia è stata accessa e da qui in avanti sarà una frattura continua e a riprova di questo il 21 giugno anche la Sen. Paola di Pin decide di abbandonare la zattare alla deriva del m5s e di entrare nel gruppo misto affermando che: “Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle. Desidero, inoltre, manifestare la mia piena solidarietà alla senatrice Adele Gambaro. E’ evidente che le critiche da lei sollevate, giuste o sbagliate che fossero, avevano un carattere politico e non meritavano né la reazione che hanno provocato, né, tanto meno, la successiva gogna mediatica” aggiungendo poi “Il pericolo adesso è che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per la paura delle conseguenze. Temo pertanto che questo episodio porti all’autocensura dei parlamentari 5S. Non bisogna mai avere paura di esprimere le proprie opinioni. Se questo timore dovesse esserci, non vivremmo più in una democrazia, ma in un altro sistema, molto più oscuro e pericoloso” ed infine ” Sono consapevole che queste dichiarazioni rendono impossibile la mia permanenza nel M5S. Non ho nessuna difficoltà a riconoscere che la mia elezione a senatrice si deve allo sforzo e all’impegno di Beppe Grillo che ha saputo entusiasmare milioni di italiani che hanno votato il M5S. Con altrettanta franchezza però devo ammettere che gli atteggiamenti e la linea di condotta degli ultimi mesi rischiano di distruggere il lavoro di cinque anni, lasciando uno strascico drammatico di apatia e disillusione. Una responsabilità che io non posso e non voglio condividere“. 

Parole queste pesantissime che fanno capire come nel m5s non regni quella pace e quell’armonia che troppe volte si cerca di sbandierare all’esterno ma che poi viene smentita con i fatti.

Da ultimo proprio ieri il 24 giugno anche il deputato Adriano Zaccagnini va ad incrementare la folta schiera delle defezioni e degli epurati dicendo che: “Non mi sento più a mio agio, c’è un clima irrespirabile. Non ho più la forza per continuare a combattere una guerra intestina che non ha senso, nel Movimento si è innescata la competizione il verticismo, un clima da caccia alle streghe. Non voglio stare in un Movimento che epura, emargina, insulta e caccia persone per le loro opinioni. Ho provato nei giorni scorsi a rivolgere un appello a chi parlava di mele marce, di elementi tossici, contravvenendo a quanto ci eravamo detti in assemblea”.

 

Che davvero ci sia un problema di coesione e di unità nel m5s o è vero invece che tutti i giornalisti, i telegiornali, le televisioni e i dissidenti sono pennivendoli, troll, venduti, precari che lavorano per 5 euro al soldo dei potenti?

 

Daniele

Il caso Gambaro e la frantumazione in corsoultima modifica: 2013-06-25T10:24:00+02:00da diarioitaliano
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