Berlusconi è stato condannato

Giovedì 1 agosto 2013 è arrivata una sentenza che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, un pronunciamento dei Giudici della Cassazione che ha incollato milioni di italiani davanti alla tv o alla radio (o sui siti internet) e che ha avuto come epilogo una conferma della condanna già scritta in appello per Berlusconi e relativa al processo Mediaset.

Dopo 10 anni da quella prima notizia di inchiesta della Procura di Milano è giunta la pronuncia della Suprema Corte che ha confermato la condanna per frode fiscale a Berlusconi (4 anni e possibile interdizione dai pubblici uffici da rivedere e rideterminarsi in sede d’appello).

L’opinione pubblica chiaramente si è divisa tra coloro che si son sentiti indignati e coloro che invece hanno apprezzato o che attendevano questo giorno. Putroppo la politica in Italia è vista come qualcosa di sportivo per cui vi sono le opposte tifoserie che ragionano e vanno avanti solo seguendo a testa bassa quello che i loro rappresentanti gli dicono di fare senza capire di politica e apprezzarla per quello che è, vedendola e filtrandola in maniera oggettiva. Vero è che la politica è composta di uomini e questi uomini posso risultare simpatici o antipatici ma non esiste il bianco o il nero nella vita ma le sfumature di grigio, peccato che queste vengano viste e percepite solo da una minoranza.

Ma vediamo al dato oggettivo della sentenza e alle sue ripercussioni sia sul piano personale dell’ On. Silvio Berlusconi sia su quelle relative al Governo in carica.

Al di là di come la si può pensare, dei gusti e della simpatie personali, della faziosità politica e della stupidità trionfalistica di certuni, è bene ravvisare che la sentenza presenta della stranezze che lasciano perplessi.

Si dovevano verificare le ingerenze poste in essere da Berlusconi nella gestione di Mediaset dal 1995 ad oggi. L’assunto dei Giudici muove dal presupposto di un presunto, e non provato, meccanismo truffaldino ideato negli anni ’80 da Berlusconi in persona e sulla presunzione di un suo attivo potere decisorio nel sistema Mediaset.

Ora quando di parte da una tesi accusatoria il compito sarebbe quello di riuscire a provare le proprie idee con fatti veri e propri e non basandosi su di una presunzione in quanto tale. Inoltre è bene osservare che in quegli anni oggetto di giudizio Berslusconi Silvio è impegnato in politica e ha rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio ed è il ruolo stesso che gli impediva (per la legge sul conflitto di interessi) di essere a Capo del Governo e contemporaneamente Capo di Mediset con potere decisorio attivo.

E se poi andiamo a confrontare altri pronunciamenti della Cassazione relativi ad altri processi, in cui Berlusconi è stato coinvolto in ben 18 anni, scopriamo una cosa davvero simpatica: che proprio la Cassazione aveva stabilito in ben 3 sentenze che Berlusconi era del tutto estraneo alle vicende interne e decisorie di Mediaset.

Orbene le sentenze definitive fanno stato e quindi affermano il vero, una situazione quindi certificata ed immutabile e non più modificabile o mutabile ed invece, proprio in quest’ultimo procedimento penale, incredibilmente la Cassazione sembra non vedere e ignora tali decisioni da lei stessa prese e considera Berlusconi colpevole sulla base di un teorema di “presunta colpevolezza” poichè egli (Berlusconi) non poteva non sapere.

Come mai egli non poteva non sapere mentre in altre occasioni analoghe era impossibile che fosse coinvolto? Non è un pò strano questo aspetto? Ma certo che lo è.

E perchè si è voluti arrivare in Cassazione per un ammanco di pochi milioni di euro a fronte di oltre 540 milioni di euro versati dal Gruppo Mediaset nello stesso arco di tempo considerato dalla Cassazione?

Perchè si voleva provare che Berlusconi fosse innocente tutto qui, altrimenti si provvedeva subito a sanare la controversia pagando la somma che è stata, forse, evasa. (Somma che è nettamente inferiore ai 10 milioni che l’imputato ex Premier ha saldato per la condanna accessoria di spese processuali).

Insomma tutto lascia pensare che qualcosa di poco chiaro vi sia in tutta questa faccenda e che comunque questa sentenza verrà usata come piede di porco dai più facinorosi presenti in Parlamento per attaccare duramente la maggioranza di Governo o per infierire maggiormente sull’uomo Berlusconi più che sul politico.

Ma a Berlusconi, in concreto, cosa accadrà?

La pena inflitta è pari a 4 anni di reclusione ma 3 di questi anni sono stati condonati per sopraggiunto indulto, quindi effettivamente ne rimane solamente uno.

Egli potrò scegliere tra: gli arresti domiciliari o l’affidamento ai servizi sociali.

– Nel caso dei domicialiari la vita dell’ex Presidente del Consiglio sarà scandita per un intero anno dalle decisioni del Giudice che stabilirà per quanto tempo egli potrà uscire per l’ora d’aria, chi incontrare, a chi potrà telefonare e per quanto tempo e persino limitare i contatti con la stampa e le televisioni.

– Al contrario se decidesse per l’affidamento ai servizi sociali verrebbe concordato solo l’orario di ingresso ed uscita dal luogo di lavoro socialmente utile e la tipologia di attività da svolgere mentre gli altri ambiti della sua vita privata sarebbero maggiormente liberi così come anche i contatti con stampa e tv.

Su tutto questo grava la spada di Damocle della decisione della Corte D’Appello di Milano sull’interdizione dai pubblici uffici che comporterebbe l’impossibilità di candidarsi o anche solo di rivestire ruoli all’interno di una qualsiasi amministrazione pubblica statale o partecipata.

 

Decadimento dal seggio senatoriale.

Altro spinoso argomento (per i forcaioli del Palazzo naturalmente) sarà di verificare o meno se Silvio Berlusconi potrà decadere dalla carica di senatore.

Per la norma non sono candidabili coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per delitti non colposi per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. 

Il problema interpretativo è capire se questa decadenza (effetto penale della condanna), abbia o meno carattere della retroattività, perché se dovesse appartenere al meccanismo sanzionatorio, non sarebbe possibile una norma retroattiva.

La norma delle legge Severino in questione, entrata a far parte del codice penale sotto il governo Monti non sarebbe applicabile poichè il reato per il quale è stato condannato Berlusconi è stato commesso prima dell’entrata in vigore della legge.

Un senatore potrebbe essere sottoposto al voto della Giunta per le Elezioni del Sanato che ne riconosca l’incadidabilità sopravvenuta soltanto se il reato è stato commesso dopo il dicembre 2012 (periodo in cui è entrata in vigore la sudetta dispozione normativa penale).

Un’applicazione retroattiva susciterebbe dubbi sul piano dell’incostituzionalità (norme della Costituzione e i principi fondanti del nostro ordinamento giuridico – Art. 25 secondo comma della Costituzione e articolo 11 delle Preleggi)e costituirebbe una violazione della Convenzione dei Diritti dell’Uomo.

Chiaramente c’è chi come il M5S che mosso solo dal risentimento politico e dall’odio personale non perde tempo a chiedere la testa di Berlusconi e se potesse farebbe abrogare il divieto di pena di morte magari tirando fuori da bui e polverosi magazzini una bella ghigliottina per poterlo decapitare.

 

Conseguenza sul Governo Letta?

Altro punto fondamentale è la tenuta del Governo Letta in questi momenti di dure contrapposizioni politiche di ambo le parti (destra e sinistra) che stanno scatenando una guerriglia politica senza pensare alle conseguenza sul piano nazionale.

Il Governo, a mio avviso, durerà e andrà avanti fino alla naturale data di scadenza che si era dato sin dal primo momento del suo insediamento. Dovrà puntare la barra a dritta e solcare il mare tumultuoso e giungere all’approvazione di quei provvedimenti importanti ed indispensabili per il Paese.

Dovrà evitare di perdere tempo con problemi marginali o di secondo piano (come lo ius soli, le coppie gay, etc etc…) e pensare precipuamente a lavoro, riduzione del carico fiscale sulle imprese e sulle famiglie, ridurre le spese inutili ed investire in opere di strategica importanza (Tav e Expo in primis) pensando anche a spese ingenti ma comunque giuste (ad esempio: l’acquisto F-35 perchè finchè non vi sarà un’Europa Unita al pari degli Stati Uniti d’America ogni Stato dovrà provvedere singolarmente alla propria difesa territoriale e a tutto il resto).

Ieri, la manifestazione improvvisata di Berlusconi in Via del Plebiscito a Roma nei pressi della residenza romana del Cavaliere di Palazzo Grazioli è stata distensiva verso il Governo e ha manifestato profonda voglia di anteporre le necessità ed i bisogni del Paese ad una guerra personale e seppur i toni contro la Magistratura sono stati forti e fermi, il PDL finora ha dato prova di lungimiranza politica e di volontà attiva di rimboccarsi le maniche per uscire dal pantano della crisi.

Prova di questo è stata propria la formazione di questo Governo delle larghe intese che vede insieme centro-destra e centro-sinistra e tutti quei provvedimenti varati dal Governo in tema di IMU, IVA, lavoro e turismo.

Nonostante vi sia chi non perde giorno per sparare stupidaggini dal suo blog, chi non perde occasione per stare in silenzio e chi non perde attimo per fare del becero inutile acostruttivo ostruzionismo parlamentare prendendo la parola per dire assurdità senza costrutto che non fanno altro che perdere tempo; c’è un Governo che lavora e un’Italia che soffre, che non ha bisogno di gente capace solo di insultare e criticare tutto e tutti e che sul piano concreto fa poco e nulla e quando lo fa è una terribile mazzata contro le PMI con una zavorra enorme di attività burocratica che a parole il M5S vuole eliminare ma che in concreto vuole aumentare.

Di cosa parlo? Ma del DURT (documento unico di regolarità tributaria).Non bastava il Durc (documento che attesta la regolarità nei pagamenti a Inps, Inail e Cassa edile, senza il quale non è possibile partecipare agli appalti pubblici o essere pagati). Adesso c’è anche il certificato del buon contribuente, che prova il pagamento di tutte le tasse e i contributi da parte dell’impresa che vuole partecipare all’appalto. Un aostacolo burocratico che impone alle pmi ben 21 adempimenti in più

Alla faccia della semplificazione e dello snellimento della burocrazia, questa è una mazzata per piccole e medie imprese e per gli artiginiani che costituiscono il vero motore della nostra economia. Per fortuna molte associazioni e anche Confartigianato minacciano di scendere in piazza e di fare di tutto per cancellare questo vero scempio.

Concludendo su Berlusconi.

Per farla breve c’è poco da festeggiare per coloro che la sera del 1° agosto hanno festeggiato troppo presto la fine del leader del PDL poichè lui stesso ha dichiarato che non mollerà. L’anno di condanna passerà presto e nulla vieterà a Berlusconi di muovere le redini del suo partito.

E qualora anche decadesse da tutto in Italia abbiamo un valido esempio di come si può gestire un partito politico pur non essendo personalmente presente in Parlamento: Grillo…

Quindi qualcosa è di sicuro mutato nel panorama della scena politica italiana ma chi ha festeggiato pensando di non vederlo più ha sbagliato di grosso.

Speriamo che la politica possa tornare tale e non continui ad essere considerata a livello di sport in cui la parte avversaria venga sempre contestata duramente con astio e odio e con quel desiderio primitivo e incivile di desiderare la morte fisica dell’antagonistaServe un confronto leale, la politica è sfida, non deve essere guerra e nemmeno attaccamento pignolo a piccole normative comunali che si presume siano state violate sull’autorizzazione di questo o quel comizio comminando una sanzione (ai livelli massimi) come ha fatto il Sindaco di Roma Marino. Bastava una telefonata direttamente a Palazzo Grazioli ed un incontro privato con cui si saldava la multa senza la necessità di spiattellare tutto sui social network (vero cancro della politica. Per correttezza di informazione è bene dire che il PDL aveva richiesto l’autorizzazione alla manifestazione al Comune di Roma con tre comunicazioni e aveva avvisato anche la questura la quale ha attivato le proceure di rito… rimozione dei pali e dei cartelli stradali compresi per la sicurezza di tutti… quindi il tweet di Marino è destituito di fondamento.


E nemmeno titoloni sensazionali su giornali in cui si sottolinea come Berlusconi sia un pericoloso delinquente a piede libero mentre nemmeno una riga viene sprecata per condannare tutti quei veri criminali che ogni giorno, pur avendo ucciso o stuprato, vengo rimessi in libertà da Gip che non convalidano gli arresti delle Forze dell’Ordine.

Ma è logicamente più pericoloso un uomo che ha frodato il fisco piuttosto che un criminale seriale o uno stupratore di bambini e questo solo perchè il primo partecipa e vince le elezioni, i secondi no e quindi non fanno nè notizie nè creano allarme politico.


Daniele

Berlusconi è stato condannatoultima modifica: 2013-08-05T14:56:00+02:00da diarioitaliano
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